Chateau Margaux è uno di quei produttori storici del Bordeaux che hanno scritto , e continuano a scrivere , la storia secolare di questa leggendaria regione vinicola. Le sue radici si perdono negli albori del Bordeaux come regione vinicola d'eccellenza , quando cioè nel XIII secolo i vini bordolesi iniziarono a conquistare la corte inglese grazie al contributo di Eleonora di Aquitania , che sposò Enrico II e che diede i natali a a Riccardo Cuor di Leone , che ancora oggi viene citato dai promotori dell'azienda come un consumatore abituale di Chateau Margaux.

In termini meno leggendari e più pragmatici , la storia dello Chateua vede tre punti cardine :

1) l'opera di Pierre de Lestonnac che sul finire del '500 diede ai vigneti della tenuta una conformazione molto simile a quella che conosciamo oggi
2) il riconoscimento dello Chateau Margaux come uno dei cinque Premier Crus secondo la classificazione ufficiale dei vini di Bordeaux promossa da Napoleone III in occasione dell'esposizione internazionale di Parigi del 1855 ( gli altri quattro , per la cronaca , furono niente meno che Lafite , Latour , Mouton e Haut Brion )
3) il passaggio della tenuta , negli anni '70 e in piena crisi dei vini bordolesi , dai Ginestet ai Mentzelopoulos , famiglia parigina di origini greche , che tramite André Mentzelopoulos mise in atto investimenti e ristrutturazioni paragonabili a quelle di Pierre Lestonnac nel '500 , fino a risalire in pochi anni la china dei grandi mercati internazionali , anche se i migliori millesimi vennero dopo la morte di André , in particolare nel 1982 , 1983 e 1985 , quando la conduzione dello Chateaux Margaux era già passata a sua figlia Corinne Mentzelopoulos.

Lo Chateau Margaux , come lo conosciamo oggi , è opera ottocentesca in stile neoclassico commissionata dall'allora proprietario Bertrand Duet all'Architetto Luis Combes

Nel rilancio di questo produttore francese c'è comunque anche un pizzico di Italia : nel 1990 la famiglia Agnelli , per volere di un grande intenditore di vini come l'avvocato Gianni Agnelli , acquisisce il 75% dell'azienda , pur lasciando la direzione delle attività a Corinne Montezelopoulus , che ne riacquista interamente le azioni nel 2003 , dopo la morte dell'avvocato Agnelli.

Venendo ai vini , oltre al Premier Grand Cru Classé ( prodotto con circa il 70/75% di Cabernet Sauvignon , il 20% circa di Merlot e il restante 5/7% di Petit Verdot che contribuisce al retrogusto un po' selvaggio ) , sono prodotti un altro vino rosso ricadente nell'appellation Margaux AOC etichettato come Pavillon Rouge e un bianco chiamato Pavillon Blanc , che ricade invece in una generica Bordeaux AOC , poiché la Margaux AOC non contempla vini bianchi

 

Mercoledì, 19 Luglio 2017 22:08

Chateau Haut Brion : Premier Cru dal 1855

Chateau Haut Brion fu uno dei quattro Chateau bordolesi ad essere classificato come Premier Cru nella classificazione dei Vini di Bordeaux del 1855 ( quella promossa da Napoleone III ) e , in particolare , l'unica della zona del Graves , poiché gli altri tre Premier Cru erano tutti della zona Medòc : Chateau Lafite Rotschild , Chateau Latour e Chateau Margaux.

Chateau Haut Brion

Dove si trova lo Chateau Haut Brion : come già detto , lo Chateau Haut Brion si trova nella zona del Graves , nella regione del Bordeaux. In particolare si trova nel comune di Pessac , nel dipartimento della Gironda , tanto che la denominazione si chiama Appellation Pessac-Léognac Controlée.

Storia della Chateau Haut Brion : la storia della Tenuta Haut Brion si fa risalire alla prima metà del XVI secolo. Nel 1525 Jean de Pontac ottenne le terre coltivate a vigneto come dote da parte della figlia del Sindaco di Libourn e Signore di Haut-Brion ; nel 1533 venne acquistato il palazzo di Haut-Brion e nel 1849 iniziò la costruzione del Castello così come oggi lo conosciamo.

Venendo alla storia recente , l'acquisto da parte della famiglia attualmente proprietaria risale al 1935 per mano del banchiere americano , nipote di emigrati francesi : le circostanze dell'acquisto sono tuttora oggetto di aneddoti non verificabili , come quello che vuole Dillon intenzionato ad acquistare inizialmente altre tenute come Cheval Blanc o Margaux , ma fece difficoltà a trovare queste due tenute anche a causa di una giornata particolarmente piovosa , optando quindi per Chateau Haut Brion in quanto più vicino alla città di Bordeaux.

\r\nSeppure non verificabile , tale aneddoto è comunque verosimile , perché è vero che il comune di Pessac si trovava vicino alla città di Bordeaux , tanto che al crescere della città Pessac e lo stesso Chateau Haut Brion si sono ritrovati inglobati nella periferia ( banlieu ) di Bordueax.

Vini dello Chateau Haut Brion :
Oltre al Pessac-Léognac AOC Chateau Haut-Brion Premier Cru , la tenuta produce un altro rosso e due bianchi :

il rosso si chiamava Le Bahans du Chateau Haut Brion , ma dalla vendemmia 2007 è stato ribattezzato Le Clarence de Haut Brion ;
il primo bianco , ottimo quanto esclusivo e prodotto in un numero limitato di bottiglie è lo Chateau Haut Brion Blanc ( prodotto con Sémillon e Sauvignon Blanc ) ;
il secondo vino bianco si chiamava Les Plantiers du Haut Brion prima della vendemmia 2009 dopo la quale è stato rinominato La Clarté de Haut-Brion

 

Mercoledì, 19 Luglio 2017 22:03

Chateau Latour

Chateau Latour è per i Bordeuax quello che Chateau d'Yquem è per i Sauternes : la perfezione , il modello verso cui tendere. Insieme allo Chateau Lafite Rotschild e allo Chateau Margaux fu uno dei tre produttori del Medòc che ottenne la denominazione Premier Cru nella classificazione dei Vini di Bordeaux del 1855. Una degustazione verticale di Latour resta una esperienza indimenticabile nel vissuto di qualsiasi eno-appassionato : permetteteci la battuta , anche a livello di portafoglio , dato che il prezzo di una bottiglia di Chateau Latour si aggira a secondo delle annate più o meno prestigiose da circa 500 euro ad anche 2000 euro ed oltre ( anche senza scomodare le annate da collezione come il 1961 : una cassa da 12 bottiglie di Chateau Latour 1961 è stata recentemente battuta all'asta da Christie's ad Hong Kong per circa 170mila euro ).

Una vista della caratteristica torre che dà il nome allo Chateau Latour di Pauillac

Dove si trova lo Chateau Latour : l'eccellenza dello Chateau Latour ha ragioni storiche e soprattutto geografiche : si trova infatti nella regione del Bordeuax , insieme alla Borgogna storicamente le due regioni più importanti per la produzione di vini di qualità. All'interno della regione del Bordeaux , poi , si trova nella zona del Médoc e a sua volta fra le più gloriose Appellation del Médoc , ovvero il Pauillac AOC ( la stessa appellation sotto la quale ricadono anche lo Chateau Lafite-Rothschild e il Mouton-Rothschild ) . Nel comune di Pauillac , il terroir di Latour è quello che dispone delle condizioni microclimatiche e geologiche migliori : ottimo drenaggio naturale su un sostrato d'argilla che permette di trattenere l'umidità necessaria alla stagione estiva.

Storia della Chateau Latour : la storia della Tenuta vinicola viene fatta risalire al 1670 circa , anche se la viticoltura attorno alla torre di vedetta costruita dagli inglesi nel XIV secolo è antica quanto e forse di più della torre stessa ( chiamata prima Tor à Saint-Lambert e poi , a seguito della distruzione e ricostruzione La Tour Saint-Mambert ). La fama dello Chateau Latour , come quello di diversi altri bordolesi come lo Chateau Lafite o il Margaux , cresce esponenzialmente nel 1700 con le esportazioni in Inghilterra e il successo presso la corte reale. La storia recente della tenuta vede diversi passaggi di proprietà a partire dal 1963 , quando gli eredi della famiglia Segùr , che ne avevano detenuto la proprietà sin dal '700 decidono di cedere a gruppi stranieri. Passaggi che hanno termine nel 1993 , quando lo Chateau Latour torna ad una proprietà francese per iniziativa del finanziere Francois Pinault , proprietario fra l'altro di Printemps e della FNAC ( Federazione Nazionale dell'Acquisto per i Quadri ) , confermando lo stretto legame che esiste ormai in Francia fra il settore vinicolo e quelli del lusso , dell'arte e della grande distribuzione.

Vini dello Chateau Latour :
oltre al Premier Gran Cru Classé , lo Chateau Latour produce anche un second vin , sempre rosso e sempre ricadente nell'Appellation Pauillac Controlée , il Les Forts De Latour

 

Chateau Lafite Rotschild è il produttore di uno di quei vini rivestiti di un'aurea mitica di cui parlano tutti ma pochi hanno avuto la fortuna e il privilegio di assaggiare : lo Chateau Lafite ; il motivo di tanto elitismo è presto detto : senza scomodare la bottiglia di Cheateau Lafite 1787 con le iniziali del Presidente Thomas Jefferson battuta all'asta per 160mila dollari o quella di Lafite 1869 battuta da Sotheby's per 232mila dollari, prezzi di mercato di questo vino difficilmente scendono sotto il migliaio di euro.

Dove si trova Chateau Lafite-Rotschild : come in una preziosissimo gioco di scatole cinesi , Chateau Lafite-Rotschild si trova nel comune di Pauillac , comune di poco più di 5mila anime nel Mèdoc , la più importante zona di produzione dei vini della regione di Bordeaux. Nell'appellation Pauillac AOC ricadono , oltre allo Chateau Lafite-Rotschild , alcuni fra gli Chateau più importanti dell'intero panorama francese e mondiale , come ad esempio Chateau Latour e Chateau Mouton-Rotschild.

Lafite nel dialetto guascone significa Collina e infatti i vigneti attuali dello Chateau Lafite-Rotschild si estendono per circa 100 ettari fra la collina che circona il castello e la zona pianeggiante di Carruades , che da' il nome al second vin dell'azienda , Les Carruades De Lafite.

Storia della Chateau Lafite Rotschild : la storia della vigneto Lafite nasce nella seconda metà del '600 per mano di Jacques de Sègur e meno di un secolo dopo è già uno dei vini più pregiati del bordolese. Oltre a Thomas Jefferson , che si fece serigrafare le iniziali su una bottiglia di Chateau Lafite , un altro grande estimatore del Lafite fu il Cardinale Richelieu , ad unire trasversalmente un esponente dell'ancien régime francese ed un presidente della nuova Repubblica statunitense. Verso la fine dell'800 l'acquisto da parte del Barone James de Rotschild e così la definitiva denominazione in Chateau Lafite-Rotschild. Al Barone e ai suoi successori fino alla 2° guerra mondiale va dato atto di rigorosa difesa del terroir , rifiutando di aumentare le rese e di tutelare le vecchie vigne , poco produttive ma capaci di dare uve che fanno l'anima stessa di questo vino. Unica parentesi negativa intorno all'inizio degli anni '70 , quando si sono avute più delusioni che successi ( al punto che se fosse stata un'altra etichetta le critiche non le sarebbero state certamente risparmiate ) , parentesi prontamente chiusa alla fine degli anni '70.

Vini dello Chateau Lafite Rotschild :
delllo Chateau Lafite Premier Cru Classé , quello che solitamente viene indicato semplicemente come Chateau Lafite , in parte abbiamo già detto. E' ottenuto con 70% di Cabernet Sauvignon , 13% di Cabernet Franc , 15% di Merlot e 2% di Petit Verdot : si tratta di un vino che va aspettato , mentre la recente tendenza dei tanti nuovi appassionati dei mercati emergenti ( Cina , India ) oltre che degli immancabili americani , ad accaparrarsi le bottiglie già alla loro immissione sul mercato , rischia di non farlo apprezzare a dovere. La caratteristica principale dello Chateau Lafite-Rotschild Premier Cru Classé non è infatti né la vigoria dello Chateau Latour e neanche l'opulenza dello Chateau Mouton-Rotschild : è invece il più raffinato , fine ed elegante di tutti i Crus Classés , caratteristica che fatica ad emergere in giovinezza ma che si esalta non solo di anno in anno , ma di decennio in decennio.

La bottiglia di Lafite del 1869 che attualmente detiene il paradossale titolo di vino più costoso del mondo

Mercoledì, 19 Luglio 2017 21:52

Vini della Regione Languedoc Roussillon

Italianizzata in Linguadoca-Rossiglione , la Languedoc - Roussillon è la regione vinicola più a sud della Francia , situata sulla costa mediterranea fino al confine con la Spagna e contenente anche una porzione di Pirenei ed è costituita da 5 dipartimenti : Aude, Gard, Hérault, Lozère e Pirenei Orientali.

Regione Linguadoca Rossiglione

In termini enologici è sempre stata fino a pochi decenni fa la regione delle grandi produzioni e dei vini di largo consumo , per molti motivi :

- geografici , trattandosi del vigneto più esteso di tutta la Francia , con circa 400mila ettari di superfici vitate
- storici , trattandosi anche della zona vinicola più antica di tutta la Francia , con ritrovamenti di anfore greche , etrusche e romane. Già sotto l'impero romano il quantitativo di vino prodotto e distribuito per l'impero era tale da obbligare l'imperatore Domiziano ad ordinare lo sradicamento di numerose superfici vitate che rischiavano di mettere in difficoltà la produzione vinicola nella penisola italiana e in particolare i possedimenti vitati dei nobili romani in tutto il centro Italia
- climatici , essendo una regione dal clima mediterraneo , fra le più calde della Francia e quindi votate alla produzione mirata alla quantità
- economico-sociali , essendo una delle regioni vinicole francesi dove più ha preso campo la produzione con strutture cooperative , altrove osteggiate dal pregio degli Chateau o dei Domaines.

Questa tendenza è stata in parte invertita negli ultimi decenni , quando ai vitigni originariamente più diffusi come Carignan , Grenache , Cinsault , Syrah e Mourvedre sono stati affiancati vigneti dei grandi vitigni internazionali come Cabernet Franc , Cabernet Sauvignon , Merlot , Sauvignon e Chardonnay.

La Languedoc-Roussillon , oltre che per i Vin de Table e Vin de Pays , è inoltre famosa per spumanti e vini dolci : fra gli spumanti ricordiamo i Blanquette de Limoux , Blanquette Methode Ancestrale , Cremant de Limoux , mentre fra i vini dolci ricordiamo i Vin Doux Naturels e i Vin De Liqueur.

Mercoledì, 19 Luglio 2017 21:48

Vini della Valle del Rodano ( Cotes du Rhone )

Con i suoi 50.000 ettari la regione della Valle del Rodano ( Cotes du Rhone in lingua francese ) è , insieme alla Valle della Loira , una delle zone viticole più estese della Francia. Rispetto alla Valle della Loira , che è disposta latidudinalmente nella Francia occidentale verso l'Atlantico , la regione della Cotes Du Rhone è disposta longitudinalmente nella Francia Sud-Occidentale (vedi figura ) , a Sud della Borgogna e a Nord della costa Mediterranea , dove si trovano le regioni della Provenza e della Languedoc Roussillon.

La Cotes du Rhone si trova nella parte sudoccidentale della Francia


Questo suo sviluppo longitudinale ha fatto si che , classicamente , la regione è sempre stata classificata in Rodano Settentrionale e Rodano Meridionale.

Nel Rodano Settentrionale i vitigni più diffusi sono il Syrah , Viognier , Marsanne , Roussanne e le principali denominazioni ( oltre alla Cotes Du Rhone AOC che è un'AOC regionale e può quindi essere adottata da qualsiasi produttore della regione , sia nel Rodano Settentrionale che in quelle Meridionale ) sono :
Rotie AOC
Condrieu AOC
Chateau Grillet AOC
Saint Joseph AOC
Cornas AOC
Sain Peray AOC
Hermitage AOC
Chatillon en Dios AOC
Clairette de Die Methode Doise Ancestrale AOC
Cremant de Die AOC.

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La Valle del Rodano Settentrionale

Nel Rodano meridionale i vitigni più diffusi sono Syrah , Grenache , Carignan , Cinsault , Mourvèdre , Clairette , Roussanne , Bourboulenc. Fra le principali denominazioni del Rodano Meridionale , oltre alla suddetta Cotes du Rhone AOC , abbiamo :
Cotes du Rhone Village AOC
Brezem Cotes du Rhone AOC
Chateuneuf du Pape AOC , che è certamente la denominazione più importante di tutta la Cotes du Rhone e merita una menzione a parte
Coteuax de Tricastin AOC
Cotes du Luberon AOC
Cotes de Ventoux AOC
Gigondas AOC
Lirac AOC
Muscat de Beaumes De Venise AOC
Rasteau AOC
Tavel AOC
Vaqueyras AOC
Sablet AOC.

Valle del Rodano Meridionale

 

Mercoledì, 19 Luglio 2017 21:46

Vini Valle della Loira - Cote de la Loire

Per estensione , la Valle della Loira è la regione viticola più estesa di Francia : l'estensione complessiva è infatti di oltre 55.000 ettari coltivate prevalentemente con i vitigni Sauvignon , Chenin Blanc , Muscadet , Cabernet Franc.

La regione comprende circa 60 appellazioni AOC , che volendo procedere ad una prima classificazione possono essere categorizzate secondo 4 macroregioni : Pays Nantais , Anjou-Suamur , Turenna e Regione dei Vini centrali.

Mercoledì, 19 Luglio 2017 20:35

Vini Sauternes - Barsac

Da un punto di vista strettamente geografico i comuni di Sauternes e Barsac ricadono nella regione di Bordeaux , ma la loro fama è tale da far pensare quasi che si tratti di una regione vinicola a sé stante.

Sotto le appellazioni Sauternes AOC e Barsac AOC ricadono infatti alcuni vini che si possono a ragione ritenere come i vini dolci più famosi al mondo : qui l'arte di vinificare le uve Sémillon , Sauvignon Blanc e Muscadelle attaccate dalla muffa nobile Botrytis Cinerea è stata sviluppata sin dalla metà dell'ottocento. Prima vi si producevano comunque ottimi vini bianchi , come lo Chateau d'Yquem acquistato nel 1787 dal Presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson.

La tradizione vuole che proprio la vendemmia del 1859 allo Chateau d'Yquem diede il via alla produzione di vini dolci , quando le uve soggette a una raccolta più tardiva del solito furono attaccate dalla Botrytis favorita dalle foschie indotte dal vicino fiume Ciron . Lo Chateau d'Yquem 1859 fu particolarmente apprezzato anche in Russia , fra i principali mercati dei vini bianchi di Bordeuax grazie alla predilezione dello Zar , e da quell'annata iniziò un processo di meticolosa selezione delle uve attaccate dalla muffa , che oggi raggiunge livelli quasi maniacali fino alla selezione grappolo per grappolo quando non acino per acino. Altri produttori importanti anche per la loro collocazione vicino al fiume Ciron , sono lo Chateau Suduiraut , lo Chateau Rieussec , lo Chateau L'Hermitage , mentre vini Sauternes-Barsac dall'interessante rapporto qualità/prezzo sono prodotti da Chateau Violet , Chateau Guiraud e Chateau Simon.

Una vista del mitico Chateau d'Yquem , una istituzione per gli amanti dei vini dolci nel mondo

Altra storia che merita di essere raccontata è l'eterna diatriba fra i produttori dei due comuni di Sauternes e Barsac per le relative denominazioni : mentre infatti la legislazione sulle appellation degli anni '30 permette ai produttori di Barsac di denominare i loro vini sia come Barsac AOC che con la più attraente indicazione Sauternes AOC , tanto da riportare spesso la doppia dicitura Sauternes-Barsac , i produttori di Sauternes possono denominare i loro vini solamente come Sauternes AOC.

Mercoledì, 19 Luglio 2017 20:29

Vini della Provenza ( Provence AOC )

La provenza è posta sulla costa sud-orientale della Francia , alla foce del Rodano ( Rhone ) , fra Nizza e Marsiglia. La storia della viticoltura in Provenza è molto antica e risale certamente al periodo della conquista romana ( II secolo A.C. ) : si trattava per lo più di vini rossi , mentre oggi la Provenza è conosciuta soprattutto per i vini rosati che costituiscono oltre il 50% della produzione totale.

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Si tratta però di una produzione dettata dalla moda e dal boom turistico ( non dimentichiamo che in Provenza sono situate vere e proprie perle turistiche come Cannes e St. Tropez ) , che solo in rari casi danno vita a vini degni di essere menzionati , mentre nella maggior parte si tratta di vini di scarsa acidità , molli , sfuggevoli e di brevissima persistenza al gusto.

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Diverso è il discorso per i vini rossi , riconducibili alle seguenti denominazioni : Bandol AOC , Cassis AOC , Palette AOC , Coteaux d'Aix-en-Provence.

Mercoledì, 19 Luglio 2017 20:20

Champagne : storia , produttori , etichette

La regione dello Champagne si trova ad Ovest di Parigi ed è famosa per le omonime bollicine , anche se vi si producono pure vini fermi bianchi ( come il Coteaux Champenois AOC ) , rosati ( come il Rosé de Riceys AOC ) e rossi ( Coteaux Champenois Rouge AOC ).

La storia del vino della regione è abbastanza circoscritta e la svolta determinante si ebbe nel XVII secolo : secondo la tradizione grazie al monaco Dom Perignon dell'abbazia di Hautvillers che avrebbe inventato il celeberrimo metodo Champenoise per la presa di spuma. Secondo versioni meno tradizionali , la svolta si ebbe in seguito all'introduzione da parte degli importatori inglesi di tappi in sughero , che impedivano all'anidride carbonica frutto della rifermentazione in bottiglia di fuoriuscire ( come avveniva invece in precedenza , quando le bottiglie di vino erano chiuse con tappi di legno e stracci ) : Dom Perignon si limitò ad osservare questo processo e a selezionare le uve migliori , come il Pinot Noir.

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