Mercoledì, 19 Luglio 2017 23:16

Armagnac - Il distillato più vecchio del mondo

Storia dell'Armagnac : L'Armagnac è un distillato di vino francese che , nelle campagne di marketing sempre più aggressive , i produttori di Guascogna amano definire il "distillato più antico del mondo". Se questo sia o meno vero è oggetto di diatriba e il primato è conteso con il whisky : infatti la prima traccia documentale dell'esistenza di un'acquavite di Guascogna è del XIV secolo ( si tratta di un libro scritto dal priore di Eauze nel 1310 , conservato presso la biblioteca vaticana ) , mentre la prima traccia documentale dell'esistenza in Scozia di una distilleria di whisky è del XV secolo . Restringendo invece il campo alle acquaviti e ai distillati di vino , il primato è indiscusso tanto che l'Armagnac veniva prodotto con il nome di Aygue Ardente quando il Cognac probabilmente non era ancora nato.

una bottiglia di Jenneau , uno dei più noti produttori di Armagnac

Come si produce l'Armagnac : l'Armagnac , analogamente al Cognac e ai brandy , è un distillato di vino. Il vitigno più impiegato nella distillazione è l'Ugni Blanc detto anche Saint-Emilion , che ha molti tratti genetici in comune con il Trebbiano Toscano. Molto utilizzati sono anche la Folle Blanche o Picpoul , il Colombard e il Baco Blanc. Meno utilizzati , ma autorizzati dal disciplinare , sono la Folle Jaune , il Jurancon Blanc , la Blanquette , il Mauzac , il Graisse e la Clairette de Gascogne : alcuni produttori illuminati , per distinguersi dai grandi produttori che monopolizzano le esportazioni e il mercato internazionale , hanno iniziato a distillare alcuni di questi vitigni in purezza , ottenendo prodotti molto apprezzati dagli intenditori di nicchia.

Altri fattori che determinano in modo netto le caratteristiche sono le modalità di distillazione e di invecchiamento : l'alambicco tradizionale per la distillazione dell'Armagnac è a distillazione continua ( Alambicco Armagnacais ) , ovvero non è effettuato con il ripasso in due distillazioni successive come nell'alambicco utilizzato per la produzione del Cognac ( Alambicco Charentais ) , che tuttavia non è vietato dal disciplinare e infatti negli ultimi decenni alcuni produttori hanno iniziato ad utilizzare anche l'alambicco "oriundo" perché il prodotto così ottenuto ha bisogno di minor invecchiamento e può essere immesso più prontamente nel mercato.

Per quanto riguarda l'invecchiamento , il processo prevede un primo passaggio in botti da 400 litri in rovere della Guascogna , che cedono al distillato i tannini ( che conferisce pian piano il colore giallo ) e la lignina , che conferisce gli aromi. Una volta ricevute le sostanze necessarie , il cantiniere provvede a passare l'Armagnac prima in botti usate ( che quindi hanno già ceduto queste sostanze ) e poi al taglio , all'assemblaggio e all'imbottigliamento.

Zona di Produzione e Crus di Armagnac : la regione di produzione è la Guascogna , nella zona Sud-Occidentale della Francia avvicinandosi alla catena montuosa dei Pirenei che separa la Francia dalla Spagna. Il disciplinare prevede poi tre ulteriori sottozone ( Crus ) : Bas-Armagnac , Ténarèze-Armagnac e Haut Armagnac. I distillati prodotti con assemblaggi provenienti da più di una di queste zone vengono detti genericamente Armagnac , mentre distillati provenienti da una singola sottozona prendono il nome del Cru di provenienza.

Denominazioni degli Armagnac in base all'invecchiamento : per individuare le varie tipologie di Armagnac in base al tempo di invecchiamento , si possono trovare diciture commerciali simili a quelle del Cognac ( Trois Etoiles per gli Armagnac giovani , Very Old - V.O. o Very Superior Old Pale - V.S.O.P fino a 5 anni , Extra Old X.O. o Vieille Réserve o Napoléon fino a 6 anni , Hors d'age fino a 10 anni ) ma anche l'età esatta dell'invecchiamento perché l'Armagnac in genere ha il suo apice di proprietà organolettiche in una fase più avanzata rispetto al Cognac , tipicamente fra i 10 e i 40 anni . Pertanto per gli Armagnac di fascia alta si può trovare sull'etichetta l'età di invecchiamento del distillato al momento della commercializzazione , tipicamente 10 , 15 , 20 o 25 anni.

Mercoledì, 19 Luglio 2017 23:12

Cognac ( Distillato francese )

Il Cognac è un distillato di vino francese , prodotto nell'omonima regione della Francia posta a nord di Bordeaux e con al centro la città di Cognac , nei dipartimenti di Charentes , Charentes-Maritime , Dordogne e Deux Sèvres.

Per molti anni il Cognac è stato sinonimo di distillato di vino , tanto che negli anni '30 si è combattuta una battaglia di denominazioni , con il fascismo che propose l'italianizzazione in "arzente" e la Francia che spinse in una rigorosa definizione del disciplinare , che restrinse la zona di produzione del Cognac a quella suddetta , a sua volta suddivisa in sei sottozone : Grande Champagne , Petite Champagne , Borderies , Fins Bois , Bons Bois , Bois Ordinaires.

In Italia ( e non solo ) si tendeva infatti a chiamare Cognac tutti i distillati di vino , mentre la Francia tenne a precisare che poteva chiamarsi Cognac solo il distillato di vino prodotto nella regione suddetta con uve Ugni blanc, Folle blanche, Montil , Colombard e Sémillon . Si tratta di uve ( ad eccezione del Sémillon , che è utilizzato anche nella produzione del Sauternes ) che darebbero vini aciduli , poco alcolici e profumati , che quindi furono indirizzati già parecchi secoli fa verso la distillazione.

Oggi il disciplinare vincola il processo di distillazione in due fasi ( double chauffe ) , entrambe ottenute passando per un alambicco charentais, che prende il nome dalla regione stessa : il primo semilavorato , ottenuto dopo una distillazione di circa 12 ore , viene detto Brouillis ed ha una gradazione alcolica fra i 29° e i 34° . Dal Brouillis , attraverso una nuova distillazione ( bonne chauffe ) ancora di 12 ore , si ottiene un nuovo distillato che viene detto "cuore" del Cognac.

un tipico alambicco utilizzato per produrre il Cognac

Inizia quindi il lungo processo di invecchiamento , che sostanzialmente distingue il Cognac dai brandy francesi o italiani : il primo passaggio dura al massimo un anno ed è effettuato in botti nuove che conferiscono note speziate e vaniglia oltre alla riduzione alcolica e dei tannini , poi si passa in botti di secondo o terzo passaggio che conferiscono il colore ambrato. L'invecchiamento complessivo può durare dai 2 anni fino ai 50 !

Sono definite diverse diciture che individuano i Cognac per durata dell'invecchiamento , a livello commerciale ( l'aspetto commerciale si può dedurre anche dal fatto che sono definite in lingua inglese e non francese , essendo ormai il Cognac in gran parte esportato e destinato al mercato esterno alla Francia ) : si va dai Very Special ( V.S. ) per Cognac immessi sul mercato appena terminato l'invecchiamento minimo di circa 2 anni previsto dal disciplinare , ai Very Special Old Pale ( V.S.O.P. ) che invece invecchiano almeno 4 anni. Si arriva quindi agli Extra Old ( XO ) che invecchiano non meno di 6 anni , anche se valori più tipici sono dai 10 anni ai 30 ( tanto che un XO invecchiato 6-10 anni è ritenuto un XO giovane ).

Mercoledì, 19 Luglio 2017 22:50

Chateau d'Yquem

Lo Chateau d'Yquem si beve in ginocchio , lo Chateau d'Yquem è il sole chiuso in bottiglia : sono solo due delle frasi celebrative che nel corso dei secoli sono state prodotte per esaltare il vino principe del Sauternes. Innumerevoli anche le citazioni letterarie e cinematografiche ( da Humprey Bogart a Matt Dammon ad Hannibal Lecter ) , a dimostrazione di quanto sia riconoscibile l'identità di questo Chateau all'interno dei pur tanti eccellenti produttori del Sauternes , l'archetipo e ancora oggi il modello di tutti i vini dolci. Restano più sullo specifico , basti pensare che lo Chateau D'Yquem è stato l'unico fra i Sauternes ad essere riconosciuto come Premier Cru Supérieur nella classificazione ufficiale dei vini di Bordeaux del 1855.

Mercoledì, 19 Luglio 2017 22:38

Le migliori annate dello Chateau Latour

Quando si ha a che fare con vini estremamente importanti e costosi , vale per lo Chateau Latour così come per altri vini francesi ( si pensi allo Chateau Lafite , o ai vini della Domaine Romanée Conti , ecc ) o italiani come i Brunelli di Montalcino , gli Amarone , i Barolo , i Supertuscans , ecc diventa importante valutare anche quali siano state le annate climaticamente migliori che abbiano dato luogo alla migliore espressione di questi mostri sacri dell'enologia.

Una prima via per sapere quali siano le migliori annate dello Chateau Latour ( o vendemmie , vintàge in francese ) è considerare la valutazione dell'annata nella regione e nella denominazione d'appartenenza : lo Chateau Latour si trova nel Bordeaux e più precisamente nel Mèdoc , ricandente nell'Appellation Pauillac AOC. Fra le vendemmie recenti , annate eccezionali per i vini del Médoc sono state il 2003 , il 2000 , e negli anni '90 le annate 1996 e 1990 . A cavallo dell'ultimo decennio del '900 si ebbero du annate eccezionali consecutive , ovvero il 1989 e il 1990. Fra le meno recenti risultano essere state ottime annate per i bordolesi il 1985 , il 1982 , il 1975 e il 1970 . Altre vendemmie storiche , più indietro nel tempo , sono state le annate 1961 , 1959 , 1955 e 1945 .

Sono invece ritenute buone annate , in tempi recenti , il 2002 , il 2001 , il 1998 , il 1995 , il 1988.

Una bottiglia di Chateau Latour 1945 ben conservata può valere svariate migliaia di euro

La seconda via è invece meno generalista e scende nel dettaglio del Cru considerato : se infatti il macroclima della regione può dare indicazioni di massima sulla qualità di un'annata , cioè che poi contraddistingue un terroir dall'altro è il microclima del terroir stesso , che può portare a scostamenti più o meno rilevanti . Questa seconda via consiste quindi nell'andare a sfogliare le guide , con relativi punteggi e indicazioni , specificamente per il vino considerato o , meglio ancora , le stesse indicazioni del produttore.

Abbiamo seguito questa seconda via per riportarvi le migliori annate dello Chateau Latour degli ultimi 20 anni , riportando i punteggi di Robert Parker ( Wine Advocate ) e/o della rivista Wine Spectator

2007 : 92 Punti Robert Parker
2006 : 95 Punti Robert Parker e 95 Punti Wine Spectator
2005 : 99 Punti Wine Spectator e 96 Punti Robert Parker
2004 : 95 Punti Robert Parker e 95 Punti Wine Spectator
2003 : Punteggio Pieno per Robert Parker ( 100 ) e 98 Punti Wine Spectator
2002 : 96 Punti Robert Parker
2001 : 95 Punti Robert Parker
2000 : Punteggio Pieno per Wine Spectator ( 100 ) e 98 Punti Robert Parker

Come possiamo vedere , fermandoci un attimo agli anni 2000 , i due metodi sopra indicati portano a risultati concordanti : il 2000 e il 2003 , annate eccezionali per il Bordeuax , lo sono state anche per lo Chateau Latour , che in occasione di queste due vendemmie ha ottenuto il massimo riconoscimento rispettivamente da Wine Spectator e da Wine Advocate (R.P.) .

Continuiamo quindi con gli anni '90 :

1999 : 94 Punti Robert Parker e 93 Wine Spectator
1998 : 90 Punti Robert Parker e 89 Wine Spectator
1997 : 89 Punti Robert Parker e 88 Wine Spectator
1996 : 99 Punti Robert Parker e 97 Wine Spectator
1995 : 96 Punti Robert Parker e 94 Wine Spectator
1994 : 93 Punti Robert Parker e 90 Wine Spectator
1993 : 90 Punti Robert Parker e 89 Wine Spectator
1992 : 90 Punti Wine Spectator
1991 : 91 Punti Wine Spectator
1990 : Punteggio Pieno per Wine Spectator ( 100 ) e 95 Punti Wine Advocate

Andando a ritroso negli anni precedenti , ci limitiamo a citare alcune annate significative :

1989 : questa annata è forse quella dove la valutazione della regione Bordeuax da quella del Terroir dello Chaeau Latour si differenzia maggiormente. Essendo infatti il 1989 un'annata storica per il Bordeaux , lo Chateau Latour 1989 ottiene "solo" 94 punti da Wine Spectator e 89 da Wine Advocate di Robert Parker.
1982 : Punteggio Pieno Robert Parker ( 100 Punti )
1975 : 93 Punti Wine Spectator
1971 : 94 Punti Robert Parker
1970 : 93 Punti Wine Spectator
1966 : 96 Punti Robert Parker
1959 : 98 Punti Robert Parker
1948 : 94 Punti Robert Parker
1945 : Punteggio Pieno Robert Parker ( 100 Punti )

 

Come già detto a proposito delle migliori annate dello Chateau Latour , volendo capire quali siano le annate migliori per un determinato Cru , la prima via consiste nel conoscere le annate climaticamente migliori per la regione di appartenenza , quindi anche in questo caso il Bordeuax e la denominazione Pauillac AOC in particolare.

Nel seguito di questo articolo , parleremo invece delle valutazioni delle guide enologiche , la seconda strada possibile. Ecco quindi i punteggi delle riviste Wine Advocate di Robert Parker e Wine Spectator per gli ultimi 20 anni :

2008 : 98 punti Wine Advocate R.Parker e 92 Punti Wine Spectator
2007
: 94 punti Wine Advocate R.Parker e 91 Punti Wine Spectator
2006 : 97 punti Wine Advocate R.Parker e 95 Punti Wine Spectator
2005 : 96 punti Wine Advocate R.Parker e 98 Punti Wine Spectator
2004 : 95 punti Wine Advocate R.Parker e 93 Punti Wine Spectator
2003 : Punteggio pieno per Robert Parker ( 100 punti ) e 96 Punti Wine Spectator
2002
: 94 punti Wine Advocate R.Parker e 95 Punti Wine Spectator
2001 : 94 punti Wine Advocate R.Parker
2000
: 98 punti Wine Advocate R.Parker e 91 Punti Wine Spectator
1999 : 95 punti sia per Wine Advocate R.Parker che per Wine Spectator
1998 : 98 punti Wine Advocate R.Parker e 93 Punti Wine Spectator
1997 : 92 punti Wine Advocate R.Parker e 90 Punti Wine Spectator
1996 : Punteggio pieno per Robert Parker ( 100 punti ) e 96 Punti Wine Spectator
1995 : 95 punti Wine Advocate R.Parker e 97 Punti Wine Spectator
1994 : 90 punti Wine Advocate R.Parker e 93 Punti Wine Spectator
1993 : 88 punti Wine Advocate R.Parker e 86 Punti Wine Spectator
1992 : 89 punti Wine Advocate R.Parker e Wine Spectator
1991 : 86 punti Wine Advocate R.Parker e 85 Punti Wine Spectator
1990 : 96 punti Wine Advocate R.Parker e 95 Punti Wine Spectator

Una bottiglia di Chateau Lafite 1996 , che ottenne l'invidiabile punteggio di 100 punti da Robert Parker

Altre vendemmie significative nei decenni precedenti :

1986 : 99 punti Wine Advocate R.Parker e 94 Punti Wine Spectator
1982 : 97 punti Wine Advocate R.Parker e 91 Punti Wine Spectator
1978 : 94 punti Wine Advocate R.Parker
1959 : 99 punti Wine Advocate R.Parker

 

Mercoledì, 19 Luglio 2017 22:34

Moet & Chandon : il produttore del Dom Perignon

Il Colosso Moet & Chandon ( parlare semplicemente di Maison non renderebbe l'idea delle dimensioni aziendali ) possiede almeno due primati nel mondo dello Champagne : produce l'etichetta certamente più famosa al grande pubblico , quel Dom Pérignon che è nell'immaginario collettivo lo Champagne per antonomasia ed è certamente fra i produttori maggiori , con oltre mille ettari di vigneti e 32 milioni di bottiglie prodotte.

I due brand oggi viaggiano praticamente separati : i prodotti Moet & Chandon come Impérial , Rosé Imperial , Nectar Impérial e Grand Vintage a conciliare grandi numeri e qualità , Dom Pérignon a tratteggiare l'eccellenza , ancor più con la nascita del progetto Dom Pérignon Oenoteque , eccellenza dell'eccellenza , promosso dallo Chef de Cave Richard Geoffroy.

In realtà , però , Moet & Chandon precede cronologicamente Dom Pérignon di almeno : la maison viene fondata da Claude Moet nel 1743 , opera proseguita dal figlio Jean-Rémy Moët sotto il quale aumentarono progressivamente le esportazioni in Inghilterra e Russia . Nel 1869 , per celebrare il centenario della nascita dell'imperatore Napoleone , nasce lo Champagne Impérial , cui parecchi anni dopo faranno seguito il Rosé Impérial e il Nectar Impérial.

Il Dom Pérignon nasce invece nel 1936 con uve dell'annata 1921 , nel 1943 l'etichetta assume l'aspetto definitivo che conosciamo ancora oggi. Nel 1996 , con l'avvento dello Chef de Cave Richard Geoffroy nasce il progetto Dom Pérignon Enotheque , costituito da tre livelli di maturità per gli Champagne Dom Pérignon : 6-7 anni per l'uscita sul mercato della vintage che rappresenta la cosiddetta Dom Pérignon Oenothéque première plènitude , poi i migliori millesimi vengono fatti maturare fino ai 12-15 anni per diventare Dom Pérignon Oenothéque deuxième plénitude e , infine , solo dopo non meno di 20-30 anni un numero ristrettissimo di bottiglie ( appartenenti alla riserva personale dello Chef de Cave ) possono fregirarsi del titolo di Dom Pérignon Oenotheque Troisiéme Plenitude : esempi di millesimi che hanno avuto questo "onore" sono il 1959 , 1962 , 1966 , 1973.

Dom Pérignon Oenothéque Troisiéme Plenitude 1966

Mercoledì, 19 Luglio 2017 22:30

Maison Veuve Clicquot

Storia : Per i neofiti lo Champagne Veuve Clicquot è quello dall'inconfondibile bottiglia dall'etichetta giallo intenso , ormai presente ( almeno nella versione base ) anche sugli scaffali della grande distribuzione e sapientemente valorizzata dagli esperti di marketing del Gruppo LVMH ( Louis Vuitton Moet Hennessy ) , che ha acquisito questa storica Maison di Champagne insieme ad altri brand storici come Dom Perignon , Moet & Chandon , Krug e Mercier.

Il Veuve Clicquot nella sua inconfondibile veste giallo intenso

Per gli appassionati è la storica Maison di Reims , fondata nel 1772 da Philippe Clicqout e in grado di innovare anche grazie a Madame Barbe-Nicole Ponsardin , moglie del figlio di Philippe prematuramente scomparso , potendosi fregiare di aver ideato e prodotto il primo Champagne Rosé ( nel 1775 ) della storia ed il primo Champagne Millesimato ( nel 1810 ).

Fra le altre innovazioni , l'introduzione dei cavalletti a V per il remuage , ovvero il graduale inclinamento e la graduale rotazione che permette , giorno dopo giorno , di far sedimentare le fecce verso il collo della bottiglia : le cosiddette pupitres , sulle quali per interi secoli i meuer hanno ruotato e inclinato , secondo regole rigorose ( prima un ottavo di giro , poi un sesto di giro e infine un quarto di giro ) , le sciampagnotte prima di venire sostituiti dalle pupitres meccaniche.

L'importanza che ha rivestito colei che fu definita La Grande Dame De Champagne è testimoniato dal fatto che la Maison stessa mutò il suo nome da Clicquot a Clicquot - Ponsardin : in onore di Madame Ponsardin tutt'oggi lo Champagne di punta della Maison è il Veuve Cliquot Grande Dame , prodotto anche nella versione Grande Dame Rosé .

Uno storico Remuer nell'operazione di remuage le pupitres meccaniche che , in molte maison , hanno ormai completamente sostituito i remuers

Dove si trova : la Maison Veuve Clicquot Ponsardin si trova a Reims , nella Marna , in Rue du Temple 12. I vigneti si estendono su oltre 500 ettari prevalentemente di vitigno Chardonnay , poi a seguire Pinot Noir e Pinot Meunier . In realtà gli Champagne Veuve Clicquot sono quasi tutti a prevalenza di Pinot Noir , perché i vigneti di proprietà coprono solo un quarto delle esigenze di produzione di questa grande Maison , il resto viene prelevato da vigneti limitrofi ricadenti nelle classificazioni Grand Cru e Premier Cru.

Gli Champagne Veuve Clicquot :

Champagne Veuve Clicquot Brut Carte Jeaune
Champagne Veuve Clicquot Saint Petersbourg
Champagne Veuve Clicquot Vintage
Champagne Veuve Clicquot Vintage Rosé
Champagne Veuve Clicquot Vintage Riche
Champagne Veuve Clicquot La Grande Dame
Champagne Veuve Clicquot La Grande Dame Rosé

 

Quando nel mondo si parla di questa Maison di Champagne è inevitabile l'associazione con l'etichetta più importante , quello Champagne Cristal Louis Roederer che l'ha resa famosa in tutto il mondo.

Storia della Maison Louis Roederer : la Maison nasce nel 1760 con il nome di "Maison Dubois Père et Fils" , traendo il nome dalla famiglia fondatrice , quella famiglia Dubois da cui Frederic Rouzand e Jean Claude Rouzand , attuali proprietari della Maison Luis Roederer discendono.
La continuità della tradizione familiare , unita alla capacità di produrre Champagne con uve provenienti per oltre 2/3 da vigneti di proprietà costituisce infatti , ben oltre il marketing del nome "Cristal" , una delle caratteristiche peculiari di questa Maison. Tornando alla storia , il nome Louis Roederer venne assegnato all'azienda intorno al 1870 , quando alla guida della Maison si successero , appunto , Louis Roederer e suo figlio Louis Roederer II . Fu quest'ultimo ad ideare nel 1876 , su richiesta dello Zar Alessandro II di Russia di avere una riserva personale di Champagne Roederer ( che esportava già in quegli anni ben 700mila bottiglie di Champagne in Russia ) , l'originale bottiglia in cristallo bianco cui diede il nome appunto di Louis Roederer Cristal.
Il resto è storia : la riserva Cristal Roederer restò esclusiva dello Zar per diversi anni , poi ne fu abilmente aperto il commercio in un numero (relativamente) limitato di bottiglie all'emergente borghesia di inizio '900 e infine ( solo nel 1974 ) fu accompagnato dall'ancora più esclusivo ( e costoso ) Louis Roederer Cristal Rosè.

L'inconfondibile bottiglia dello Champagne Cristal di Louis Roederer

Dove si trova la Maison Louis Roederer : La Maison Louis Roederer si trova a Reims ( e precisamente al civico 21 di Boulevard Lundy ) e possiede ben 214 ettari di vigneti , anche se non tutti nella zona di Reims . In particolare circa 70 ettari sono nella zona Côte des Blancs , coltivate prevalentemente a Chardonnay che viene utilizzato in purezza nel Louis Roederer Blanc de Blancs e concorre seppure in misura minoritaria ( dal 30% al 40% ) a tutte le etichette dell'azienda , compresi il Cristal e il Cristal Rosé. Il vitigno principe dell'azienda è comunque il Pinot , sia Pinot Noir che Pinot Meunier , coltivati nei vigneti della Valle della Marna ( circa 60 ettari ) e delle Montagne di Reims ( circa 65 ettari ).
Questi vigneti coprono circa i 2/3 delle uve utilizzate dalla Maison , il resto sono uve acquisite presso vigneti terzi , che devono sottostare a precisi vincoli di qualità , gli stessi che la Louis Roederer pretende dalle proprie uve. La percentuale di uve "terze" resta comunque abbastanza inferiore a quella che caratterizza altre Maison con produzioni paragonabili ( sopra il milione di bottiglie ) , molte delle quali riescono a coprire appena un terzo della produzione con uve di proprietà.

Una veduta della Maison Louis Roederer

Gli Champagne della Maison Louis Roederer :

Champagne Louis Roederer Brut Premier : Blanc d'assemblage ottenuto con uvaggio di circa 40% Pinot Nero , 20% Pinot Meunier e il restante 40% con Chardonnay.

Champagne Louis Roederer Millesimé : Blanc d'assemblage ottenuto con uvaggio di circa 70% Pinot Noir e il restante 30% con Chardonnay.

Champagne Louis Roederer Vintage Rosé : Rosé d'assemblage ottenuto con uvaggio identico al Louis Roederer Millesimé ma vinificato in rosa.

Champagne Louis Roederer Blanc de Blancs : Champagne Millesimato prodotto con le migliori selezioni di Chardonnay provenienti dai vigneti della Côte des Blancs

Champagne Louis Roederer Cristal : della sua genesi nel 1876 abbiamo detto. E' un millesimato ed è ottenuto con 55% di uve Pinot Noir e 45% di uve Chardonnay provenienti dalla dalla selezione di circa venti Premiers e Grands Crus.

Champagne Louis Roederer Cristal Rosé : se il Cristal è tuttoggi considerato fra gli Champagne Top , il Cristal Rosé è fra i Top dei Top. L'uvaggio è simile a quello del Cristal ( 60% di Pinot Noir e 40% di Chardonnay ) e l'inconfondibile colore rosa-oro esalta ulteriormente la bottiglia tipica del Cristal

 

Mercoledì, 19 Luglio 2017 22:19

Maison Ruinart - Champagne

Plus Ancienne Maison de Champagne" : così recita lo slogan aziendale che si trova tanto all'arrivo alla Maison che nelle etichette degli Champagne Ruinart. Un tratto identitario che il gruppo Luis Vuitton , attuale proprietario della Maison , non ha mancato di evidenziare.

La targa che , all'arrivo alla Maison Ruinart , ricorda la prestigiosa e antica storia della Maison

Storia della Maison Ruinart : la storia della famiglia Ruinart è presente a Reims già dal XV secolo come commercianti di tessuti preziosi , ma solo nel XVIII secolo inizia ad investire le molte ricchezze accumulate acquistando vigneti per la produzione di Champagne.
L'anno esatto è il 1729 e l'iniziatore è Nicolas Ruinart , mentre l'ispiratore è il monaco Dom Thierry Ruinart dell'Abbazia di Hautvillers , a cui la Maison dedicherà l'etichetta Dom Ruinart.
Lo stile della Maison e la qualità dei vini prodotti , uniti alle capacità commerciali dei discendenti di Nicolas Ruinart ( Claude Ruinart , Ireneé Ruinart , Edmond Ruinart ) fanno si che nella fine del '700 le bottiglie annue vendute sono oltre 40mila , mentre nell'800 lo Champagne Ruinart varca i confini continentali conquistando il mercato del nuovo mondo e quello russo.
Nel '900 il Marchio Ruinart è diventato talmente identificabile nel settore dei vini di alto livello che nel secondo dopoguerra viene acquisito dal gruppo LVMH ( Louis Vuitton Moët Hennessy ) , colosso mondiale del settore del lusso.

Dove si trova la Maison Ruinart : la Maison Ruinart si trova a Reims , che dista circa 130km da Parigi in direzione Nord-Ovest.
La regione è quella di Champagne-Ardenne ( italianizzato e diciamolo pure volgarizzato in Sciampagna-Ardenna ) e il dipartimento è quello della Marna ( La Marne ) , dove si producono alcuni fra gli Champagne più pregiati come anche il Krug , il Roederer e ll Paul Bara.
Nei vigneti della Maison Ruinart al Pinot Nero prevale lo Chardonnay , che viene utilizzato in purezza nel Blanc de Blanc non millessimato e nel Dom Ruinart , il Blanc de Blanc millesimato di punta dell'azienda. Lo Chardonnay prevale anche nel Dom Ruinart Rosé , mentre il Pinot Nero prevale nelle due etichette restanti , il R de Ruinart e il Ruinart Rosé.
Altro tratto distintivo dell'azienda , che non manca di farlo giustamente esaltare nelle visite guidate , è il caveau ricavato nelle cave di gesso di origine romana, che si snodano su un percorso di ben 8km ad una profondità di oltre 30mt.

Il caveau dove sono conservate le bottiglie di Champagne Ruinart , ricavate da gallerie nel gesso di epoca romana

Gli Champagne Ruinart :

Champagne "Ruinart Brut"
Champagne "Ruinart Blanc de Blanc"
Champagne "Ruinart Rosé"
Champagne "Dom Ruinart"
Champagne "Dom Ruinart Rosé"

 

Dove si trova il Domaine de la Romanée-Conti : la cantina Romanée-Conti si trova nel comune di Vosne-Romanée nel dipartimento di Côte-d'Or in Borgogna. Si tratta di un piccolo comune di meno di 500 abitanti . L'attività del comune ruota ovviamente attorno alla viticoltura , essendo noto in tutto a livello internazionale proprio per la presenza del Domaine Romanée-Conti , produttore di vini fra i più famosi e costosi del mondo.

L'azienda si estende per circa 25 ettari , coltivati per la quasi totalià a Pinot Noir , ad esclusione del piccolo vigneto Montrachet coltivato a Chardonnay. Tutti i vigneti sono coltivati secondo tecniche viticoltura biodinamica quasi maniacali ( si pensi che per ridurre al minimo la ricompattazione del suolo sono stati reintrodotti i cavalli a sostituzione dei trattori ) e con rese bassissime : per produrre una bottiglia sono necessarie le uve di tre viti e i grappoli sono esaminati singolarmente prima di procedere alla pigiatura.

Il mitico vigneto La Tache dove viene prodotto l'omonima etichetta , fra le più prestigiose e costose al mondo
Storia del Domaine de la Romanée-Conti : la storia del vigneto più antico della tenuta , quel Romaneé-Conti di 1,8 ettari che da il nome sia alla tenuta che al Cru più famoso dell'azienda , è tracciabile sin dal XIII secolo , quando era di proprietà dei monaci dell'Abbazia di St. Vivant. La dicitura Romanée fa la sua comparsa nel XV secolo , quando il vigneto venne acquistato dalla famiglia Croonemburg : nel XVIII secolo l'acquisto da parte del nobile Louis François I de Borbone-Conti diede luogo alla denominazione definitiva , aggiungendo al nome del vigneto quello del casato nobiliare Conti.

Con la rivoluzione francese , il vigneto seguì le traversie tipiche di tante terre appartenute alla nobiltà e al clero , finché nel 1870 con l'acquisto da parte della famiglia Duvault-Blochet il vigneto entra a far parte della tenuta insieme agli altri vigneti che tuttoggi fanno parte del Domaine : Echezeaux, Grands-Echezeaux, la Tâche e Richebourg.

La svolta del Domaine sulla strada di un sempre maggiore prestigio internazionale si è avuta nel secondo dopoguerra , con la collaborazione fra la famiglia De Villaine ( i successori della famiglia Duvault-Blochet ) e la famiglia Leroy , soprattutto grazie alle intuizioni di Henri Leroy : al prestigio e all'estrema qualità del vino , purtroppo , ha anche fatto seguito la speculazione che , in considerazione del sempre maggior numero di richieste a fronte delle poche bottiglie prodotte , ha fatto schizzare i prezzi soprattutto del La Tache e del Romanée Conti a valori non accessibili dai "comuni mortali".

I vini prodotti dal Domaine de la Romanée-Conti: le etichette prendono il nome dai relativi Crus.

Romanée Conti- Pinot Noir : è ottenuto dal vigneto che da il nome all'azienda , di cui abbiamo ripercorso la storia poco sopra. Si estende per 1,8 ettari e l'età media delle viti è di oltre 50 anni.
L'etichetta del Romaneé Conti

La Tâche - Pinot Nero : ottenuto da un vigneto di circa 6 ettari e circa 50 anni di età , come il Cru Romanée Conti è di proprietà esclusiva del Domaine
L'etichetta de La Tache di Romanée Conti


Richebourg - Pinot Noir : ottenuto da un vigneto di circa 4 ettari e 40 anni di età. Non è un monopole del Domaine Romanée Conti , ovvero è in parte di proprietà del del Domaine e in parte di altri proprietari terrieri locali.
L'etichetta del Richebourg di Romanée Conti

Romanée-St-Vivant - Pinot Nero :
ottenuto da un vigneto di circa 5 ettari e circa 30 anni d'età.
L'etichetta del Romanée St. Vivant di Romanée Conti

Grand Echézeaux - Pinot Nero : ottenuto da un vigneto di circa 4 ettari e 50 anni d'età.
L'etichetta del Grands Echezaux di Romanée Conti

Echézeaux - Pinot Noir : ottenuto da un vigneto di circa 5 ettari e 30 anni d'età.
L'etichetta dell'Echezaux di Romanée Conti

Montrachet - Chardonnay : unico vino bianco dell'azienda , ottenuto da uve Chardonnay coltivate in un piccolo vigneto di meno di un ettaro ed oltre 60 anni d'età.
L'etichetta del Montrachet , l'unico vino bianco di Romanée Conti

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